Nel tardo XIX secolo a Chicago, ad esempio, la pizza fu introdotta da un venditore ambulante che camminava su e giù lungo Taylor Street con un mastello di pizze sulla testa. La preferita della Regina era una pizza che evocava i colori della bandiera italiana – verde (foglie di basilico), bianco (mozzarella) e rosso (pomodori). L'"Associazione Verace Pizza Napoletana", fondata nel 1984, riconosce solo la Marinara e la Margherita verace ed ha stabilito le regole molto specifiche che devono essere seguite per un'autentica pizza napoletana.[13]. Queste includono che la pizza deve essere cucinata in un forno a legno, alla temperatura di 485 °C per non più di 60-90 secondi; che la base deve essere fatta a mano e non deve essere utilizzato il mattarello o comunque non è consentito l'utilizzo di mezzi meccanici per la sua preparazione (i pizzaioli fanno la forma della pizza con le loro mani facendola "girare" con le loro dita) e che la pizza non deve superare i 35 cm di diametro o essere spessa più di un terzo di centimetro al centro. La storia della pizza è davvero lunga e rimane tutt’ora incerta, ma chi ha inventato la pizza? Spesso ce lo si chiede. Talvolta tali pizzerie andranno anche oltre le regole specificate, ad esempio, usando solo pomodori della varietà "San Marzano" cresciuti sulle pendici del Vesuvio e utilizzando solamente l'olio di oliva e aggiungendo fette di pomodoro in senso orario. Talora si fa uso di prosciutto affettato, di pomidoro, di arselle, ec. © 2016 Mondadori Scienza Spa | P.IVA 09440000157 | Capitale Sociale : € 2.600.000 i.v. Fu sicuramente il caso delle città con vaste popolazioni italiane, come San Francisco, Chicago, New York, e Filadelfia dove la pizza fu inizialmente venduta sulle strade dei quartieri italiani. Alcuni esempi della preparazione del pane nella storia: Altri esempi di pani preparati fin dall’antichità e che continuano a essere preparati sono la “focaccia” (risalente fino ai tempi degli antichi etruschi) e la “pita greca” o, più comunemente conosciuta, “piadina”. La storia della pizza è davvero lunga e rimane tutt’ora incerta, ma chi ha inventato la pizza? Le prime attestazioni scritte della parola "pizza" risalgono al latino volgare di Gaeta nel 997[1],come compenso per un contratto di affitto di un mulino situato nel territorio dell'attuale Comune di Castelforte e in un contratto di locazione con data sul retro 31 gennaio 1201 a Sulmona ed in seguito in quello di altre città italiane come Roma, L'Aquila, Pesaro, Penne, ecc. Ogni giorno in Italia si preparano e si vendono circa 5 milioni di pizze. Sottoposta a esame, apparirà come un cibo complicato. Pani simili, sempre a forma piatta, in altre parti del mondo comprendono il "paratha" indiano, il "naan" sudasiatico, il "carasau" , la "spianata" e il "pistocu" sardi, la "flammkuchen" alsaziana e il "rieska" finlandese. Secondo il parere di Philippe Marinval, le popolazioni della Sardegna conoscevano e utilizzavano il lievito. La pizza, nei suoi primi albori, era un piatto povero fatto semplicemente con strutto, formaggio, basilico e, a volte, scarti di pesce. Vi sono notizie che risalgono alla fine del Cinquecento ed inizi del Seicento di una pizza soffice chiamata alla "mastunicola", ossia preparata con basilico (strutto, formaggio, foglie di basilico e pepe)[8]. Ti trovi in » Società E' forse il piatto più conosciuto nel mondo , ma la sua terra d'origine è l'Italia: la pizza è nata nel Regno di Napoli intorno alla metà del '700 come evoluzione della focaccia, già nota in molti paesi del bacino mediterraneo. Food and Drink - Pide - HiTiT Turkey guide, Università degli Studi di Udine, Facoltà di Agraria: "La Pizza", pizzanew.it: "Campionato mondiale della Pizza", Salsomaggiore Terme, «Il formaggio, l'ingrediente principe, non fu aggiunto fino al 1889, quando il, Milano, il ristorante Ricci di Joe Bastianich e Belen chiude, al suo posto l’antica pizzeria «Da Michele», The stromboli: A Philly original, courtesy of Romano’s, The Oxford Companion to American Food and Drink, Meet the 81-Year-Old Greek-Canadian Inventor of the Hawaiian Pizza, IT’S A PIZZA! Quello della paternità della pizza è un tema molto dibattuto. La prima menzione scritta della pizza marinara risale al 1734, mentre quella della pizza Margherita agli anni 1796-1810. Utilizziamo i cookie per essere sicuri che tu possa avere la migliore esperienza sul nostro sito. – Via Donati 4 Cento (Fe) – info@pizzeriepinkopallino.it – Privacy Policy – Cookies Policy – Credits armaweb. Se continui ad utilizzare questo sito noi assumiamo che tu ne sia felice. Ecco a voi la storia della pizza, come, perché e quando è nata! Why Eat Pizzaghetti When You Can Drink It? L’innovazione che portò alla pizza fu l’uso del pomodoro come condimento aggiunto sulla focaccia. Altre ipotesi a proposito sono le seguenti: Nel 2003 la produzione Lanterna Magica ha dedicato alla pizza il cartone animato Totò sapore e la magica storia della pizza, con una trama fantasiosa, ma l'ambientazione è sempre a Napoli. [18] La catena di fast food Boston Pizza ha anche inventato la pizza cake, una serie di pizze sovrapposte le una sulle altre e unite dalla crosta esterna,[19] mentre in vari ristoranti del Québec si è diffusa la cosiddetta pizza-ghetti, una porzione di spaghetti al pomodoro servita accanto a due fette di pizza.[20]. La storia della pizza è lunga, complessa e incerta. In antichità nel bacino Mediterraneo la pizza era un piatto molto povero fatto con strutto, formaggio e basilico (a volte con scarti di pesce) diffuso in tutte le regioni. L'antica pizzeria Port'Alba a Napoli è considerata la più antica pizzeria italiana ancora oggi esistente! Fra le varie tipologie di pizze inventate dagli emigrati italiani negli USA si possono citare la pizza arrotolata di Filadelfia[14][15] e la cosiddetta deep-dish pizza di Chicago, caratterizzata da un bordo molto alto. Nel giugno 1889, per onorare la Regina d'Italia Margherita di Savoia, il cuoco Raffaele Esposito preparò la "Pizza Margherita", una pizza condita con pomodori, mozzarella (Fior di latte) e basilico, per rappresentare i colori della bandiera italiana[3]. Gli antichi greci preparavano un pane di forma appiattita, chiamato “plakous” che veniva condito con vari aromi, tra cui aglio e cipolla. Forse non sappiamo scegliere la pizza che amiamo di più, ma di certo la mangeremmo tutti i giorni! I puristi, come nella famosa pizzeria “Da Michele” in Via C. Sersale, a Forcella[11] sostengono che esistono solo due vere pizze: la “Marinara” e la “Margherita”, ed è tutto ciò che servono. Era chiamata “Marinara” non, come molti credono, perché contiene pesce (non è così) ma perché era il cibo che i pescatori mangiavano quando tornavano a casa dalle lunghe giornate di pesca nella Baia di Napoli. Inoltre si dice che il re dei persiani, Dario il Grande (521-486 a.C.) cuoceva un tipo di pane appiattito usando gli scudi per la cottura, con una farcitura di formaggio e datteri, e nel I secolo a.C. il poeta latino Virgilio (noto anche come Publio Virgilio Marone) da Andes (Mantova) fa riferimento all'antica idea del pane come piatto commestibile o tagliere per altri cibi in questo estratto del suo poema latino, l'Eneide: Questi pani di forma piatta, come la pizza, provengono dell'area del Mediterraneo e altri esempi di essi che sopravvivono ai giorni nostri da quell'antico mondo sono la "focaccia" che può essere fatta risalire fino agli antichi etruschi, la "coca" (che ha varietà sia dolci che salate) della Catalogna, della zona di Valencia e delle Isole Baleari, la "pita" greca e italiana o "pide" in turco o "piadina" in romagnolo[7]. È di forma rotonda e si lavora con la stessa pasta del pane: varia nel diametro secondo il prezzo...A prima vista sembra un cibo semplice. Ci sono molte pizzerie famose a Napoli dove si possono trovare queste pizze tradizionali, la maggior parte di esse sono nell'antico centro storico di Napoli. Altre sono coperte di formaggio grattugiato e condite con lo strutto, e allora vi si pone disopra qualche foglia di basilico. Questa pagina è stata modificata per l'ultima volta il 18 set 2020 alle 11:46. Un'altra forma popolare di pizza in Italia è la "pizza al taglio" che è la pizza infornata in teglie rettangolari con un'ampia varietà di condimenti e venduta a peso. L’odierna ricetta, comunque, sarebbe da attribuirsi alla cultura gastronomica italiana e in particolare a quella napoletana. Il primo utilizzo della parola "pizza" risale al 997 ed è testimoniato in un testo latino proveniente dalla città di Gaeta[23]. Oggi ormai anche molti cuochi di differenti nazionalità sono diventati esperti pizzaioli per i quali esiste anche un campionato mondiale dove misurarsi[10]. WHAT’S NOT TO LIKE? Scopri con noi chi ha inventato la pizza. Chi ha inventato la pizza? La pizza ha quindi una storia davvero lunga, molto complessa e incerta, tuttavia le prime attestazioni della parola risalgano al 997 nei pressi di Gaeta. [4] Gli antichi greci preparavano un pane di forma appiattita, chiamato πλακοῦς (plakous, genitivo πλακοῦντος - plakountos)[5] che veniva condito con vari aromi, tra cui aglio e cipolla. Di cosa parliamo quando parliamo di pizza? La storia della pizza nasce con le origini di questo incredibile alimento, ovvero uno dei cibi più antichi preparati e cucinati dall’uomo: il pane, il quale risale almeno al Neolitico. Alle prime spesso si aggiunge del pesce minuto; alle seconde delle sottili fette di muzzarella. Il piatto guadagnò in popolarità e presto la Pizza divenne un'attrazione turistica quando i visitatori a Napoli si avventuravano nelle zone più povere della città per provare le specialità locali. L'etimologia del nome "pizza" (che non è necessariamente legata all'origine del prodotto) deriverebbe secondo alcuni, da pinsa (dalla lingua napoletana), participio passato del verbo latino pinsere oppure del verbo "pansere", cioè pestare, schiacciare, pigiare[21] che deriverebbe da pita mediterranea e balcanica, in greco πίττα, derivato da πεπττος ossia "infornato"[22]; secondo quest'ultima ipotesi la parola deriverebbe dall'ebraico פִּתָּה o פיתה, dall'arabo كماج che appartiene alla stessa categoria di pane o focacce (vedi anche Storia della pizza). Anche se la pizza considerata originaria della tradizione culinaria italiana (e soprattutto napoletana) nel mondo anche Egizi, Greci e Romani cucinavano focacce schiacciate molto simili! Clicca per scoprire chi ha inventato il gelato! Questo era il modo tradizionale in cui si vendeva la pizza a Napoli, in cilindri di rame con delle maniglie ai lati e un coperchio sopra per mantenere calde le pizze. Quel che è certo è che la … Faccelo sapere nei commenti! Fino al 1830 circa, la pizza era venduta solamente in bancarelle ambulanti e da venditori di strada. La mozzarella veniva tagliata a fette sottili, disposte sulla salsa di pomodoro proprio a forma di margherita, con la successiva aggiunta delle foglie di basilico. Nel corso della storia, sono stati aggiunti diversi ingredienti al pane, per conferirgli particolari sapori. La pizza è all'olio, al lardo, alla sugna, al pomodoro, ai pesciolini". L'innovazione che ci diede la particolare focaccia che chiamiamo pizza fu l'uso del pomodoro come condimento. Era chiamata “Marinara” perché era il cibo che i pescatori mangiavano a casa dopo lunghe giornate di pesca. Piatti e ricette: ecco come sono nati i cibi che amiamo. Non sappiamo esattamente dove e chi ha l’ha preparata per primo, però quello che è certo è che la pizza come la conosciamo noi, a partire dalla Margherita è senza dubbio una prelibatezza 100 % made in Italy . I campi obbligatori sono contrassegnati *, Copyright © 2017-2018 Pinko Pallino Pizzerie s.r.l. Il re dei persiani, Dario il Grande (521-486 a.C.) cuoceva un tipo di pane appiattito con una farcitura di formaggio e datteri. Gli italiani emigrati hanno fatto conoscere, apprezzare e anche modificare la pizza nel mondo. Nuova Apertura: San Pietro in Casale, siamo arrivati! Tuttavia sono diverse le città che rivendicano l’invenzione della pizza. Un'altra aggiunta alle regole è l'uso di foglie di basilico fresco sulla pizza marinara: non è nella ricetta "ufficiale", ma è aggiunto dalla maggior parte delle pizzerie napoletane per guarnirla. Nel I secolo a.C. il poeta latino Virgilio, in un estratto del suo poema latino, l’Eneide, fa riferimento all’antica idea del pane come piatto commestibile o tagliere per altri cibi. Chi ha inventato la pizza E va bene, non vi abbiamo svelato chi ha inventato la pizza. Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. In seguito si diffuse la pizza ai "cecinielli", ossia preparata con minutaglia di pesce[8]. Fino al 1830 circa la pizza era venduta esclusivamente in bancarelle ambulanti e da venditori di strada fuori dai forni, poi arrivarono le pizzerie! Le prime attestazioni che la riguardano risalgono al 997 nei pressi di Gaeta, un comune italiano di circa 20.000 abitanti e situato nel Lazio meridionale. La pizza a Napoli fu popolarissima sia presso i napoletani più poveri che presso i nobili, compresi i sovrani borbonici. Francesco De Bourcard nel 1866 riporta[9] la descrizione dei principali tipi di pizza, ossia quelli che oggi prendono nome di pizza marinara, pizza margherita e calzone: «Le pizze più ordinarie, dette coll'aglio e l'oglio, han per condimento l'olio, e sopra vi si sparge, oltre il sale, l'origano e spicchi d'aglio trinciati minutamente. È il più tipico dei piatti italiani, amato da molti se non da tutti. La pizza può avere tantissimi varianti e ingredienti...Niente ananas però! Egli infatti scrive" La pizza è una specie di stiacciata, come se fanno a Saint Denis. La Marinara è tra le due la pizza più antica (pomodoro, origano, aglio, olio e basilico). Fu più tardi sostituita con olio d'oliva, formaggio, pomodori o pesce: nel 1843, Alexandre Dumas (padre) descrisse la diversità dei condimenti della pizza. Chi ha inventato la pizza? Lentamente la focaccia di origine popolare arricchita con pomodoro si diffuse in tutte le classi sociali ed in tutte le regioni italiane, e con essa anche i locali specializzati nella preparazione della pizza: dapprima probabilmente forni in cui la pizza si consumava in piedi per strada, poi in seguito trattorie e pizzerie. Quella che noi conosciamo arrivò solo nel 1889, quando Raffaele Esposito (un cuoco napoletano) creò la pizza Margherita in onore della Regina Margherita di Savoia, utilizzando pomodoro, mozzarella e basilico. I Napoletani prendono la loro pizza molto seriamente e, i puristi, sostengono che esistono solo due vere pizze: la “Marinara” e la “Margherita”. [16], Analogamente, in Canada, si sono diffuse altre varianti del piatto italiano. L'associazione seleziona anche le pizzerie nel mondo per produrre e diffondere la filosofia e il metodo della pizza verace napoletana. Una descrizione della pizza di Napoli intorno al 1835 è data dallo scrittore Alexandre Dumas nella sua opera “Il Corricolo”, nel quale scrive che la pizza era l’unico cibo per la gente umile a Napoli durante l’inverno. Il pane è uno dei cibi preparati più antichi e le sue origini risalgono almeno al Neolitico. Non passò molto tempo prima che i piccoli caffè e le drogherie iniziassero ad offrire le pizze alle loro comunità italoamericane. I vantaggi della pizza d’asporto e a domicilio, Mozzarella Valcolatte senza lattosio – Proprietà e benefici, Ricetta calzone: un’alternativa sfiziosa alla pizza. Sebbene non si possa definire in modo certo un singolo individuo, la pizza è stata, è e sarà sempre un’invenzione italiana! La pizza ha quindi una storia davvero [...] Anche se considerata originaria della tradizione culinaria italiana (e soprattutto napoletana) nel mondo anche Egizi, Greci e Romani cucinavano focacce schiacciate molto simili! Pizzerie e pizzaioli tra Sette e Ottocento, Totò sapore e la magica storia della pizza, Regolamento UE 97/2010 della Commissione Europea riportato nella Gazzetta Ufficiale del 5 febbraio 2010, punto 3.8, Allegato II, https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Storia_della_pizza&oldid=115574730, Voci con modulo citazione e parametro pagine, licenza Creative Commons Attribuzione-Condividi allo stesso modo, L'antica parola germanica “bizzo” o “pizzo”, dal significato di "morso", "focaccia" (in relazione anche alle parole inglesi "bit" e "bite") è stata importata in, Antonio e Donatella Mattozzi, "Pizze, pizzerie e pizzaiuoli a Napoli fra Sette e Ottocento", in.

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